Perché dico NO ad HALLOWEEN?

Una nota della Commissione Diocesana Cultura e Comunicazioni Sociali

A cura di Redazione Trani, lunedì 29 ottobre 2012

Da qualche anno a questa parte quando si avvicina il 31 ottobre, giorno in cui si festeggia halloween, mi prodigo a pubblicare su social network’s e tramite sms ad amici, avvertimenti a non partecipare a questo evento.
Da qualche anno a questa parte senza rispetto umano (cioè senza vergognarmene), ho deciso di seguire Gesù (con la Chiesa Cattolica) e testimoniare che vivendo alla luce del Vangelo, con tutte le fragilità umane che non mancano, il mondo è diverso perché nonostante i tanti problemi, vivi gioioso di quello che hai e molto più tranquillo.
Ovviamente per vivere secondo il Vangelo bisogna tagliare e superare tutto ciò che ostacola o avversa questa scelta.
In conformità con ciò, mi rifiuto e dico NO ai festeggiamenti di halloween e tanto più dico un NO secco ai mascheramenti dei bambini – anzi prenderei a schiaffi i loro genitori - giusto per usare un linguaggio forte
Ma come sempre vedo facce storte , e domande babbioniche del tipo: “ scusa! Ma a carnevale non ti mascheri?” è una serata come altre per stare insieme e divertirci.”
Rispondo con ordine, sperando di essere chiaro:
Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cattolica.
I festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare, l'elemento distintivo e caratterizzante del carnevale è l'uso del mascheramento.
Alla seconda domanda rispondo con un’intervista dell’esorcista Padre Gabriele Amorth, di cui il web è stracolmo, ma si fa finta di non leggere e non vedere, allora ve lo sbatto in faccia io per l’ennesima volta, speriamo che vi entri nella “ zucca.”
“Halloween, una trappola del demonio, che le prova tutte” “intanto, fa schifo e mi fa schifo.
Si tratta di una roba pagana, anticristiana ed anticattolica, proveniente da terre nordiche ed esplosa negli Usa.
Questa robaccia, pretende, e talvolta ci riesce anche, di mettere in secondo piano ed offuscare la Solennità di Tutti i Santi che celebriamo con gioia il primo novembre.
E siccome, appunto, il suo scopo é quello di mettere intralcio alla santità, é una ideazione del demonio che intende scompaginare i piani di Dio.
Halloween é una festa pagana".
Una dimostrazione della scaltrezza del Nemico: "il diavolo cerca di mettere zizzania tra Dio e uomo, non tanto per ostilità verso l'uomo, quanto per voler offendere Dio, che é il suo bersaglio preferito, e talvolta, riesce in questo scopo, anche se verrà sconfitto per sempre".
''Penso che la società italiana stia perdendo il senno, il senso della vita, l'uso della ragione e sia sempre più malata.
Festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo.
Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona.
Allora non meravigliamoci se il mondo sembra andare a catafascio e se gli studi di psicologi e psichiatri pullulano di bambini insonni, vandali, agitati, e di ragazzi ossessionati e depressi, potenziali suicidi''.
I macabri mascheramenti, le invocazioni apparentemente innocue altro non sarebbero, per l'esorcista, che un tributo al principe di questo mondo: il diavolo.
''Mi dispiace moltissimo che l'Italia, come il resto d'Europa, si stia allontanando da Gesù il Signore e, addirittura, si metta a omaggiare satana'', dice l' esorcista secondo il quale ''la festa di Halloween è una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco.
L'astuzia del demonio sta proprio qui. Se ci fate caso tutto viene presentato sotto forma ludica, innocente. Anche il peccato non è più peccato al mondo d'oggi.
Ma tutto viene camuffato sotto forma di esigenza, liberta' o piacere personale. L'uomo - conclude - e' diventato il dio di se stesso, esattamente ciò che vuole il demonio''.
E ricorda che intanto, in molte città italiane, sono state organizzate le 'feste della luce', una vera e propria controffensiva ai festeggiamenti delle tenebre, con canti al Signore e giochi innocenti per bambini.
Concludo, - mi riprendo la parola – con l’avvertimento a non mandare soprattutto i bambini a questa festa anche nel caso in cui qualche sacerdote dovesse organizzarla in parrocchia o all’oratorio.
Un’esortazione invece sento di fare, per quel che conta la mia voce, senza far da professore, scrivo questo solo per testimonianza, nelle parrocchie, con i giovani, il 31 ottobre cari sacerdoti organizzate veglie e momenti di preghiera, essendo liturgicamente, i Primi Vespri della Solennità di Tutti i Santi.

Mascolo Emanuele
adv

BE SOCIAL

VIDEO GALLERY