Cara vecchia Trani dove sei più? Intervento di Mario Schiralli

A cura di Mario Schiralli Trani, domenica 16 luglio 2017

ASCOLTA

“Cara vecchia Trani, deve essere davvero grande il tuo fascino se a noi, orgogliosi rievocatori dei tuoi fasti e inguaribili laudatores temporis acti, non riesce facile ricordare con esattezza ed enumerare con burocratica precisione quali e quanti siano stati gli insigni intelletti, italiani e stranieri, antichi, meno antichi e contemporanei, che, attratti dalla tua storia, dai tuoi monumenti, dalle tue bellezze panoramiche, ne trassero argomento e ispirazione per articoli, epigrafi, poesie, esemplari brani di prosa: scritti scultorei meravigliosamente espressivi, densi di significato e di suggestione”.

Così Nicola Pàstina, giornalista antifascista, perseguitato politico  come suo fratello Domenico perché redattori di famose testate romane contro il regime, inviato della Gazzetta, scrittore, musicista, iniziava un suo lungo articolo sui “Celebratori di Trani”. Per esigenza di spazio se ne citano solo alcuni: da quel Lorenzo Giustiniani, grande bibliografo napoletano che descrisse  Trani nel suo “Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli” del 1805, a Giuseppe Regaldi, poeta estemporaneo,  a Giovanni Bovio, ad Annie Vivanti, scrittrice anglo-italiana, a Nicola Marchese, il cantore di Roma, tranese di nascita, a Ferdinando Russo, indimenticabile poeta napoletano, a Benedetto Croce, a Carlo Laurenzi, saggista toscano e  redattore del Corriere della Sera,  a Giovanni Macchia che non dimenticò mai la  sua “piccola patria” , per finire a Lea Ritter Santini, nota saggista e docente presso l’Università di Munster.

Trani, l’Atene delle Puglie, la perla dell’Adriatico, dispiace ripeterlo non esiste più. La sua immagine non è più quella che seduceva i visitatori di un tempo. A costo di apparire un fastidioso-molesto-petulante non si può sottacere che a condannare Trani allo sfacelo (ormai quasi totale se i governanti presenti e futuri non cambieranno radicalmente la rotta del loro comportamento amministrativo) sono state, negli ultimi sei lustri o poco meno,  proprio le  bramosie politiche. Niente altro. Politicanti irrispettosi, con la loro incultura,  hanno offeso Trani,  la sua storia (avrebbe dovuto essere per loro maestra di vita e di progresso) e i tantissimi cittadini per bene che non si sono prostrati per una manciata di euro.

Cara vecchia Trani, oggi  la tua immagine emblematica sono le strade sconnesse, l’edilizia selvaggia (altro che Punta Perotti), la circolazione caotica, le…colture alla base dei marciapiedi, ma soprattutto i cumuli rifiuti, quale … biglietto da visita di ingresso  a Trani per chi proviene dalla vicina Bisceglie (il sindaco di colà ha installato le telecamere per cogliere sul fatto gli sporcaccioni con la conseguenza che questi ultimi superano il confine e depositano indisturbati a Trani).

Senza parlare dei puteolenti cassonetti  disseminati nelle strade cittadine e, a quanto sembra, poco o mai lavati nonostante il gran caldo che ne fa aumentare le esalazioni.

A tal proposito, per dirla alla Lubrano, la domanda sorge spontanea: ma l’Amiu esiste ancora o i responsabili e affini sono solo preoccupati di  pararsi le terga dall’accusa di disastro ambientale per le note vicende giudiziarie sulla discarica?

Il rispetto, prerogativa principale di un vivere civile, manca sia a livello politico che in buona parte della popolazione.

Non c’è più rispetto neanche per il figlio più illustre di Trani, quel Giovanni Bovio, rimasto senza “casa” e traballante sul suo monumento che richiede urgenti lavori.

E’ pura faciloneria trincerarsi dietro il detto che “il pesce comincia a puzzare dalla testa” e sentirsi in pace con la propria coscienza (sporca).

La cara vecchia Trani meriterebbe che i ben pensanti ancora in…vita, i non politicizzati, dissotterrassero l’ascia di guerra e gettassero via e subito il calumet della pace.

Mario Schiralli già direttore della Biblioteca Giovanni Bovio di Trani

 

adv

BE SOCIAL

VIDEO GALLERY