Anteprima di G12 a Palazzo delle arti Beltrani

A cura di Redazione Infonews Trani, lunedì 12 febbraio 2018

Procedono i lavori in vista dell'apertura della Mostra a Palazzo delle Arti Beltrani da parte dei dodici Grandi Giovani dell'Arte che in prima persona stanno partecipando all'impaginazione e al contempo procedendo ad intelaiare le opere.

G12, titolo della Mostra d'arte contemporanea al Palazzo delle Arti Beltrani, sarà aperta al pubblico pagante dal 14 febbraio al 14 marzo, nata da un idea di Dario Agrimi già docente dell'Accademia di Belle Arti di Bari e curata da Isabella Battista, vedrà la partecipazione di dodici giovani artisti allievi meritevoli della stessa Accademia di Belle Arti molto attivi in Puglia.

Il titolo emblematico della Mostra è caratterizzato dall'assonanza con il nome del gruppo del forum politico più potente e decisivo della storia e come esso ha in rapporto nel suo mondo lo stesso grado di difficoltà e responsabilità. L'impatto visivo è enorme nella sua complessità, vede dodici stili artistici tutti diversi tra loro ma accomunati dal voler far riflettere lo spettatore sulla condizione sociale che sta vivendo.

Il contrasto e l'eterogeneità dei lavori presentati generano dubbi e perplessità non già domande, ma al contempo il livello sommo degli Artisti è espressione della quotidianità vissuta da loro in primis, emblema di una scelta di vita che si riflette per ognuno di essi nel proprio stile caratterizzato anche dalla tecnica che ciascuno ha prediletto, lavori esposti nell'ambientazione dello splendido Palazzo delle Arti Beltrani, palazzo questi dagli spazi immensi e perciò rappresentante una sfida per gli stessi artisti, cornice e amplificatore delle magnificenze prodotte dall'estro dei dodici artisti molti dei quali già abituati a palcoscenici internazionali. Arte come vita e non sempre vita come Arte, professione quella dell'artista che ha nel nostro tempo il conto da pagare fatto di enormi sacrifici e rinunce per chi ha deciso la scelta di vivere solo di essa..

Protagonisti del Progetto sono:

Damiano Azzizia (Martina Franca - 1993), soggiunge alla caducità del tempo attraverso il supporto quale è il cartone da imballaggio e attraverso esso fissa la metafisica degli spazi geometrizzati isolati attribuendone nuova acuta espressività.

 

Paolo Notaristefano (Massafra - 1993), impernia attraverso gli oggetti in movimento figure altresì ferme irriconoscibili e contemplanti, laddove la luce che è la vera protagonista delle opere pone in secondo piano il resto.

 

Fabrizio Riccardi (Corato - 1993), lavori il cui tema principale è la famiglia, tradotta attraverso la sua tipizzazione in una condizione di disperata solitudine, condotto ad essa attraverso opere impresse su carta i cui volti simili a fantasmi sono scavati ed enuncianti lo stato d'animo accomunante le scene di massa emotivamente intense.

 

Giuseppe Marinelli (Castellana Grotte - 1990), effonde pennellate le cui chiazze di colore calde e scure hanno senso nella rappresentazione degli oggetti quando sono unite al nitore della folla in primo piano, esprimendo una chiave di lettura concettualmente simile a quella che bisogna avere per la pittura fiamminga.

 

Lorenzo Galuppo (Genova - 1995), come per l'ascissa dello spazio e l'ordinata del tempo ma quasi senza una ambientazione vi è la natura protagonista principale e assoluta rappresentata dalla vegetazione, il cromatismo splendente blocca il tempo, il puntiglio delle superfici descritte amplifica lo spazio, il tutto rende possibile il gioco di controluce.

 

Marco Carrieri (Martina Franca - 1995), le grandi figure dipinte in primo piano sono risaltate dai monocromi acrilici brillanti, attribuendo un eco pop alla magnificenza iperrealista.

 

Lisa Cutrino (Lecce - 1995), la figura umana è soggetto drammatico ma l' attenzione dello spettatore non viene focalizzata su di essa distolta come è dallo sfondo dai cromatismi antinaturalistici.

 

Angela Lazazzera (Santeramo in Colle, 1990), tema centrale la figura umana in evoluzione di distorsione e deformazione in dissolvenza, da ciò traspare l'intensità dell'espressione dei sentimentiFederica Claudia Soldani (Bisceglie - 1989), le figure dagli accesi colori che emergono dalla penombra sono raffiguranti scene metropolitane estremamente espressive. La tecnica materica è a metà strada tra pittura e scultura.

Raffaele Vitto (Canosa - 1993), attraverso le installazioni povere ci comunica l'amore per la tradizione agricola e per la terra, emanando forti e complesse se non eclettiche sensazioni, non sottacendo prodotti culturali e sociali che riducono l'azione dell'opera a concetti estremamente semplici ma essenziali.

Ivana Lorusso (Bari - 1995), la fotografia come mezzo attraverso cui lasciar trasparire gli stati d'animo raccontati da attimi, gesti e atteggiamenti ripresi da scatti rubati in chiave di chiaroscuro e gradazione di grigi.

Rita Scarola, (Grumo Appula - 1990), fotografa antropologica delle scene di vita quotidiana narrata da gente qualunque nelle piazze e per le vie delle città, ci racconta la società reale e mai astratta, intensa e ammaliante.

Alex de Leò 'n.

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