Il tranese Ignazio Palmieri alla 100 Km del Passatore. La conferma di essere un ultrarunner per carattere e resistenza fisica.

Buona la prestazione alla 46^ edizione Firenze – Faenza tenutasi il 26 e 27 Maggio 2018.

A cura di Redazione Infonews Trani, mercoledì 13 giugno 2018

La 100 km del Passatore è una gara podistica di ultramaratona che si svolge ogni anno nell'ultimo sabato di maggio con partenza da Firenze e arrivo a Faenza

L’ultrarunner tranese ha condotto un gara impostata sulle sue strategie e ormai sulla consolidata esperienza in ultramaratone ricche di preparazione atletica ma soprattutto psicologica (il suo punto di forza) non ha ceduto al clima proibitivo e  imperterrito ha avanzato in direzione del traguardo a Faenza..

Premessa

Per correre le ultramaratone occorre avere capacità mentali oltre che resistenza fisica. Infatti si deve essere preparati sia mentalmente che fisicamente a correre anche per 20 ore consecutive rispettando i quattro cancelli come da regolamento della 100 Km del Passatore.  

Gare di tale lunghezza espongono ad inattesi problemi ed è proprio grazie alla propria flessibilità e adattabilità psicologica che si riesce a superarli e ad arrivare al traguardo.

Occorre frazionare mentalmente il percorso,  porsi degli obiettivi intermedi per non pensare alla globalità dei km da percorrere e quindi ogni volta che si arriva a un obiettivo intermedio occorre ricominciare per raggiungere l’obiettivo successivo. Occorre avere molta determinazione, grande forza di volontà, voglia di raggiungere il traguardo aiutandosi anche ignorando la fatica dando alla propria mente delle distrazioni mentre si corre.

Per quanto riguarda l’allenamento fisico è bene allenarsi in territori che hanno simili caratteristiche a quelle della gara (allenarsi in salita, discese ecc). Il mio allenamento prevede almeno 30 km tre volte alla settimana senza perdere di vista la buona gestione delle fasi del recupero. Un mese prima è bene fare almeno un lungo di minimo 70 km e ripetere la mattina successiva con almeno 30 km.

Occorre correre in momenti della giornata che offrono condizioni climatiche simili a quelle che si incontreranno nella gara e quindi essere preparati al caldo, all’umido e al freddo.

Occorre avere capacità logistiche, mettere a punto tecniche di risparmio energetico sia con il proprio comportamento in gara che con l’aiuto di indumenti idonei per ogni situazione e fra queste ricordo che una mia tecnica è quella di utilizzare scarpe di ricambio con idonee solette a seconda del tipo di pendenza che si deve affrontare anche per non sollecitare troppo le articolazioni in particolar modo nelle discese.

Curare molto bene l’alimentazione sia nelle settimane e sia nei giorni che precedono la gara. Integrare l’alimentazione della sera precedente, durante tutta la gare e questo significa innanzitutto bere sempre a tutti i punti di ristoro senza saltarne nessuno e alimentarsi  con il cibo che viene messo a disposizione.

Quindi per correre una ultramaratona è necessario seguire questi suggerimenti . 

Cronaca della “mia” 100 km del Passatore

Ormai più volte ho infranto la promessa che arrivando al traguardo sarebbe stata l’ultima volta che avrei partecipato alla 100 km del Passatore o ad altre ultramaratone,  e invece puntualmente passata la stanchezza, la promessa di non ripeterla si trasforma in desiderio di ritornare a rifarla.

In questo momento il desiderio di ripercorrere quella strada prende sempre più piede fino a non vedere l’ora di presentarmi alla partenza a Firenze.

Quest’anno, ho avuto per motivi legati a problemi fisici, diverse interruzioni nella mia preparazione atletica e quindi essendo nell’impossibilità di allenarmi fisicamente ho intensificato la mia preparazione psicologica, solo negli ultimi  mesi ho potuto riprendere gli allenamenti dal punto di vista atletico.

Anche questa volta l’obiettivo è raggiungere il traguardo nelle ore consentite dal regolamento, rispettando i quattro cancelli.


Firenze Sabato 26 maggio 2018 marea di gente.

Quest’anno per la prima volta si parte da Piazza del Duomo e non da via dei Calzaiuoli come nelle precedenti edizioni.  

Manca poco alla partenza.

Intervista. Confusione. Preparazioni, lacci, microchip, scarpe, pettorale, ecc.

Ore 15:00 colpo di pistola. Inizio della gara.

Il gran caldo umido rende faticosa la partenza, aumentando il rischio di malori.

Sono in salita verso Fiesole e uso le scarpe idonee per le salite, portate con me nello zaino.

Devo ottimizzare ogni risorsa.

Ho percorso il tratto fino al 42 km con la luce del sole finché non è calata la sera.

 

Solo, e nel buio più totale

Sono solo nel buio più totale, è il momento più affascinante della gara confrontarsi con la solitudine e con se stesso, e in questa gara la solitudine è un punto importante. Ho percorso in solitaria 17 Km (da passo della Colla  48° km – a Marradi   km 65), nel buio più totale con il solo ausilio di una lampadina tascabile senza nessun timore pur sentendo intorno di me  versi di animali che non conoscevo.

Imperterrito continuo.

Alba al 75° km

Manca poco.

Sono arrivato a 88° km (Brisighella); ho ormai la consapevolezza di poter tagliare il traguardo nel tempo limite consentito.

Ho tirato un sospiro di sollievo di pochi minuti, ma veramente pochi.

Subito ho iniziato l’ultimo sforzo per il tratto finale.

Combatto.

Sono ormai nel territorio di Faenza e mancano pochi km.

Arrivo alla rotonda dedicata al Passatore ma mancano ancora un paio di km, i più lunghi sembrano essere interminabili e mi vedo davanti agli occhi la strada che porta a piazza del Popolo a Faenza

E’ qui che inizia ancora una volta il sogno.

Eccolo !!! Il traguardo fra gli applausi di tutti gli spettatori in piazza del Popolo a Faenza.

Quel luogo sarà per sempre l’emblema del ricordo di una lunga avventura

Simboli: incontro Giorgio Calcaterra, vincitore “storico” dal 2006 al 2017, poi il direttore della gara Pietro Crementi “Pirì” e con i due mi faccio una  foto.

 

Come dice l’ultrarunner Meneghini: “dopo questa gara mi sento una persona migliore perché la fatica rende gli uomini migliori. E' una gara che non ti regala nulla.” Devi meritarlo davvero. Devi rispettare la salita per godere la discesa, sopportare il sudore che brucia negli occhi per godere del fresco ristoro dell'arrivo.

Credo sia un’esperienza che tutti gli appassionati runner debbano fare, ma facendo molta attenzione alla sua magia. Crea dipendenza. 

Sono soddisfatto del mio risultato, quindi mi sento vittorioso.

Faenza- domenica 27-05-2018 ore 21,00 ormai la festa dello sport, per quest’anno, è finita.

Conclusioni 

La preparazione sia fisica che psicologica sono state vincenti  come nelle precedenti volte anche la programmazione delle andature durante il percorso, ma oltre ai dati tecnici, credo sia un’esperienza da non dimenticare mai, in cui l’uomo e la natura possono congiungersi in un connubio perfetto di fatica e soddisfazione.

Ringraziamenti

Ringrazio quanti mi hanno incoraggiato nel compiere questa esperienza.

Ringrazio i consigli che mi sono stati dati dal grande Giorgio Calcaterra e Hermann Achmueller e Adriano Leidi.

Grazie a tutti e ovviamente.......... alla prossima volta!!! Chissà.

Ignazio Palmieri. Atletica Tommaso Assi  Trani 

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