"Mio figlio vive un gravissimo problema, ma alla provincia BAT non ci risponde". La testimonianza di un genitore.

A cura di Redazione Infonews Trani, lunedì 19 novembre 2018

"A Trani ritardi che causano pesanti disservizi, diciamo veri e propri problemi, in un settore delicato come quello dell'assistenza specialistica per alunni disabili". E' quanto scrive Lucia De Mari in un articolo diffuso sulla Gazzetta del Mezzogiorno. "Accade - continua la giornalista - in alcuni istituti di scuola media superiore del territorio provinciale, ed in particolare questa volta ci viene segnalato in una struttura scolastica di Trani: a chiamare in redazione è il signor Pietro Taccarelli, padre di un alunno che frequenta il primo anno della scuola alberghiera che fa capo all'Istituto Tecnico Aldo Moro di Trani. Di quale problema si tratta: "dopo aver subito affrontato e risolto alcuni problemi di assistenza di cui mio figlio è stato vittima nei passati anni scolastici - dice Pietro Taccarelli - purtroppo ora devo segnalare un disservizio che in tutte le scuole superiori della BAT pare si stia verificando, di certo nella scuola che frequenta mio figlio, e mi riferisco in modo particolare al servizio di assistenza specialistica e della nomina degli educatori". 
In pratica "mio figlio - spiega Taccarelli - che frequenta il primo anno della scuola alberghiera dell'Istituto Aldo Moro di Trani, è affetto da sindrome X ragile: per questo ha necessità di avere, oltre un insegnante di sostegno che copre solo 18 ore settimanali, della figura che coprirebbe altre 9 ore. Dopo numerose telefonate di richieste effettuate all'indirizzo della provincia BAT, alla scuola nessuno riesce a darci notizie concrete sull'eventuale inizio di questo importante servizio. Oltre a mio figlio, nello stesso istituto ci sono altri numerosi ragazzi che attendono di poter essere seguiti da una figura specializzata. Immaginiamo che ciò accada in tutta la Bat".
Cosa accade a causa di questa mancanza: "durante le ore scolastiche - aggiune Taccarelli - quando non è presente l'insegnante di sostegno, molto spesso a mio figlio viene presa la merenda, gli lanciano palline di carta, spesso viene preso in giro. Ho dovuto cambiare sezione in quanto solo dopo due giorni di scuola mio figlio aveva smarrito il suo cellulare dall'interno del suo zaino, che gli serviva per avvisarmi quando usciva da scuola. Non capisco perché noi genitori non dobbiamo essere avvisati, informati, se e quando il servizio inizierà. Ogni giorno, oltre a dover lottare con la sindrome, dobbiamo lottare con chi dovrebbe aiutarci, tutelarci, far rispettare i diritti dei nostri figli". 
Insomma la richiesta legittima e di maggiore assistenza per questi alunni, anche perché - conclude l'articolo a firma di Lucia De Mari, diffuso sulla Gazzetta del Mezzoziorno - evidentemente è prevista dalla legge, questo ritardo non è giusto, la tutela da parte dell'educatore non può mancare dopo l'inizio scolastico dell'anno scolastico".
 
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