Riflessioni sul Presepio. A cura della presepista Prof.ssa Angela Di Pilato Schiralli.

A cura di Redazione Infonews Trani, martedì 4 dicembre 2018

Mi è capitato di leggere su un quotidiano nazionale di un cappellano del cimitero di una città-provincia del nord, che si era rifiutato di allestire un  presepe “per rispetto verso altre religioni e la volontà di non entrare in dinamiche politiche”.

A quel sacerdote  ha risposto esaurientemente e da par suo il noto editorialista e Maestro di giornalismo  di quel quotidiano per cui non mi sento di aggiungere altro se non qualche personale considerazione dettatami dai  miei 35 anni di insegnamento di Educazione Artistica nelle scuole medie della provincia di Bari e di Foggia.

Sono stati numerosi gli alunni non cattolici  incontrati nel corso degli anni che si sono avvicinati “motu proprio” al Presepio.  In particolare alcuni di fede musulmana che, durante i giorni che precedevano il Natale, mi chiedevano, unitamente ai loro  genitori consenzienti,di partecipare all’allestimento del presepe scolastico.  

E di ciò erano felici i vari presidi, i colleghi di religione  e tutti gli altri insegnanti. Nessuna imposizione, ma solo la  ferma volontà di quei ragazzi di partecipare con i compagni alla creazione del presepe.

Ho potuto constatare personalmente che anche in Egitto tra i cristiani copti è coltivato il culto del presepe: festeggiano  la ricorrenza del compleanno di Gesù.

E poiché è una ricorrenza festosa, com’è loro costume, tra le statuine si possono trovare anche quelle delle  danzatrici del ventre.

Come d’altronde si vede spesso anche nei presepi napoletani quando vengono inseriti personaggi noti a vario titolo dello spettacolo compreso personaggi femminili  nell'atto di ballare la tarantella.

In un lontanissimo e piccolo villaggio della Nubia nel basso Nilo, dove la gente è di colore, ho potuto acquistare statuine dell’artigianato locale che mi sono servite, insieme alla sabbia del deserto prelevata in loco,  per allestire un presepe “nubiano”, raffigurante la Natività in quelle misere case.

Oltre alla “lectio” impartita a quel cappellano di cui sopra dal noto editorialista, vorrei sottolineare che quel sacerdote, anziché sparala grossa,  avrebbe dovuto far tesoro delle parole di Papa Giovanni Paolo II, quando affermò che il presepe abbraccia  tutte le fedi, indipendentemente dalla quella  professata. Il Pontefice, nel dicembre del 2004, rivolgendosi ai bambini in occasione della benedizione del presepio eretto in Piazza S. Pietro aggiunse pure : Il Presepio fa parte della nostra cultura e dell’arte, ma soprattutto è un segno di fede in Dio che a Betlemme è venuto ad abitare in mezzo a noi. Piccolo o grande, semplice o elaborato, è la vera rappresentazione del Natale”.

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Prof. Angela Di Pilato Schiralli, presepista

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