L'Arte in sei Emozioni del Prof. Costantino D'Orazio

A cura di Redazione Infonews Trani, venerdì 25 gennaio 2019

L'Arte la cultura e le emozioni che ne derivano circoscritte nelle opere che gli artisti ci presentano nel corso dei secoli sono sei nel libro che Costantino D'Orazio ci ha illustrato conversando con Lia De Venere alle Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie, luogo dove la divulgazione artistico-culturale è la vera padrona delle suggestive mura cinquecentesche.

L'Autore impegnato proficuamente nel mondo dell'Arte Vera mi ha posto la domanda :" Cosa sarebbe l'Arte senza emozione?" Per capirlo bisogna affrontare il viaggio che D'Orazio ci regala nelle pagine del suo ultimo lavoro, dove ripercorre e rivisita i grandi capolavori del passato, partendo da molto lontano nel tempo, avendo per chiave di lettura l'emozione e la psico-investigativa degna di indagine forense contestualizzata di volta in volta al periodo storico di ogni singola opera e Artista.

Dal IV° al VI° secolo l'arte era libera da restringimenti religiosi e l'espressività degli artisti poteva ben essere rappresentata nelle loro Opere , dal medioevo subisce un vero e proprio inabissamento , ricorda l'Autore D'Orazio, ma tutto cambia completamente dopo il ritrovamento nel 14 gennaio 1506 da parte di Michelangelo e l'architetto Giuliano da San Gallo del gruppo di statue del Laoconte , sebbene a mio parere archetipo dell'espressività emozionale sia il celebre Ritratto d' Uomo di Antonello da Messina databile tra il 1465 e il 1476 custodito presso il Museo Mandralisca di Cefalù. Stando agli ultimi studi di ricerca sull'opera, come ha ricordato Lia De Venere, l'allegria rappresentata dal sorriso appena abbozzato sul viso del soggetto, che in epoca medievale  sarebbe stata riconducibile più verosimilmente ad un effetto maschera del maligno, si è giunti a pensare possa essere di un Vescovo originario di Noicattaro , tale Francesco Vitale precettore di Isabella di Castiglia.

Ad Antonello si affiancano i pittori tedeschi liberi a loro volta di poter esprimere emozioni come per Matthias Grünewald l'artista della drammaticità religiosa. Ma se l'immagine è mezzo comunicativo nel caso del tormento essa può dare un volto alle paure al fine di evidenziare il volto del male da scacciare come per l'opera The Nightmare  (l'incubo) di Johann Heinrich Fussli custodita presso il Goethe Museum di Francoforte sul Meno, opera questa che traspare del delirio apice emozionale del tormento. A Fussli si contrappone l'Opera di G. Klimt che Costantino D'Orazio interpreta come la volontà di non lasciare che le emozioni escano dai soggetti fusi in un unicum che ha così tan perso l'individualità dei corpi da essere raffigurati  bidimensionali.

Allo stupore dell'opera di Niccolò dell'Arca si aggiunge la disperazione di Courbet, ma ciò che non lascia trapelare nulla è il dubbio stato emozionale, questi, che traspare nel bronzo ritrovato del pugilatore la cui datazione è del 1° sec. A.C.

Affabile e scorrevole l'opera di D'Orazio ci restituisce un report per ogni argomento emozionale e stilistico inedito e che mi porta a descrivere le opere d'arte tanto più comprensibili quanto più vicine alle emozioni.

Alex de Leò 'n:"dedico questo articolo a Vittorio Cassinesi il Grande DJ e Poeta della radio". 

 
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