Emanuele Tomasicchio:" Trani è già stata violentata facendo per dieci anni da discarica a tutta la Puglia. Ora basta!"

Il consigliere propone come:"bloccare il mega impianto di percolato che la Regione vuole spostare da Brindisi a Trani”.

A cura di Redazione Infonews Trani, mercoledì 12 giugno 2019

La città di Trani non riesce a trovare pace sul fronte rifiuti. Due progetti che preoccupano non poco e su cui pretendono un’immediata presa di posizione da parte dei due Enti principalmente coinvolti”.

Lo ha dichirato in una nota stampa Enzo Scaringi, portavoce del Comitato #ChiudiamoLaDiscarica, promosso dal Comitato Bene Comune e dal movimento Trani#ACapo e a cui aderiscono diverse associazioni e centinaia di cittadini tranesi e a tal proposito, riportiamo l’intervento del consigliere comunale Avv. Emanuele Toamsicchio, a seguito della conferenza stampa svoltasi in data 12 giugno, nello studio di piazza della Repubblica in Trani.

“Ho  il dovere di premettere – ha detto nell’intervista il consigliere comunale Avv. Emanuele Toamsicchio - che sono stato interessato professionalmente incaricato della questione da una serie di consiglieri di opposizione, da privati ​​cittadini, e dal comitato bene comune.

Ed io, - aggiunge Tomasicchio - l'avvocato Tarantini e la collega Cinquepalmi, abbiamo redatto il ricorso al TAR contro il delibera della Regione .

Che cosa dice la delibera. Sposta l'impianto di recupero del percolato, cioè della schifezza che tracima dalla discarica, da Brindisi a Trani. Quindi,  Trani dovrebbe raccogliere e trattare il percolato di tutta la Puglia.
Mi pare che il comune di Trani abbia dato sin troppo alla Regione Puglia in termini di accoglienza di immondizia.

Quindi ubicare questo mega ulteriore  impianto mi pare un atto di violenza nei confronti della città di Trani.

La delibera della regione è pesantemente illegittima e noi lo abbiamo evidenziato al TAR, ma aldilà di questo, ci sono degli aspetti che vanno evidenziati.

Il sindaco di Trani prima scrive e dice alla regione che siamo contrari, poi va alla riunione della conferenza dei servizi e dice be saremmo favorevoli se fate un impianto più piccolo, e in cambio i soldi che risparmiate ce li date per fare altre cose.

Egli può andare là solo se ha l'autorizzazione e mandato del consiglio comunale.

Prima questione. Nessuno gli ha dato questo mandato, lui non può andare a parlare a nome della città di Trani, per questi argomenti, per i quali deve chiedere al consiglio comunale l'indirizzo sulla condotta da tenere.

Perché gli interessi sono della città, non sono sindaco. Ed egli è il sindaco della città.

Seconda questione, che è quella più propositiva.

Studiando il ricorso scopro che nella legge nell'articolo 197 del testo unico ambientale, da alla provincia BAT la competenza a individuare i siti idonei per localizzare questi impianti e anche a individuare i siti non idonei.

Allora, io chiedo ufficialmente, lo faccio con una lettera che stamattina invierò all'amministrazione provinciale, al suo presidente Pasquale De Toma, nella lettera chiedo che la provincia BAT, a seguito di adeguata istruttoria e, alla luce di tutti fatti che sono successi nella nostra città negli ultimi 10-15 anni, individui le aree di Trani come aree che morfologicamente, urbanisticamente e sismicamente non siano idonee a ospitare impianti di questo tipo.

Perché si sente di ulteriori richieste di installare altri impianti anche da parte di privati, e mi pare che di veleni nella nostra città ne abbia interrati fin troppi . Dai tempi di Annacondia a quelli più recenti.

Quindi, – conclude nell’intervista il consigliere comunale Avv. Emanuele Tomasicchio -, adesso una città deve dire basta! Deve dire anche a questo sindaco che non può usurpare poteri che il consiglio comunale non gli ha conferito”.

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