Trani, frizzi e lazzi quanti ne vuoi. Cultura? Ben poca.

Una nota di Mario Schiralli, giornalista, storico, già direttore della biblioteca "Bovio"

A cura di Redazione Infonews Trani, lunedì 24 giugno 2019

Trani, frizzi e lazzi quanti ne vuoi. Cultura? Ben poca. Quasi niente. Se non per sporadiche, ma apprezzabili iniziative private. E’ questo il quadro che pare prospettarsi per l’estate ormai, vista la calura di questi giorni, già in stato avanzato.

Per una città che batte cassa in continuazione tanto da non riuscire  nemmeno a completare ciò che inizia (leggasi strade asfaltate solo in piccole parti) non si può rimanere insensibili nel constatare che tanti bei soldini si sperperano  nella calura solo ad uso esclusivo di frizzi e lazzi (chi volesse coglierne il significato di questi due termini non deve far altro che consultare un buon dizionario etimologico o semplicemente la Treccani).

E’ ormai nota la vicenda del recupero dei cinquemila libri rimasti a marcire nella vecchia sede della biblioteca. Occorrerebbero 50.000 Euro. Per reperire tale somma mesi addietro il Comune iniziò una…questua cittadina che, come riportato dalla stampa locale, avrebbe fruttato solo poco più di 6.000 euro. Contemporaneamente a tale notizia, ne campeggiava un’altra: l’Amministrazione Comunale stanzia 40.000 Euro per una manifestazione canora organizzata da privati. Ovvero una sola serata all’insegna del lazzo(«atto o motto buffonesco in genere, spesso sguaiato”, secondo la Treccani ed evidente se contrapposto all’entità culturale del recupero dei 5.000 libri).

Per inciso, verrebbe voglia di giustificare (in un certo senso) i tantissimi tranesi che hanno risposto “picche” alla questua del Comune per i libri… dimenticati. Non solo perché è compito precipuo e non certo marginale del Comune provvedere al reperimento della somma citata nel nome sovrano della Cultura.

Oltretutto poi, per rimanere dalla parte dei defilati (non solo persone fisiche, ma anche associazioni ed enti) ci sarebbe da rilevare che quel materiale librario è stato già pagato dai tranesi attraverso le tasse che si versano anno dopo anno e che dovrebbero essere utilizzate per i servizi, non ultimi i beni culturali.

Ma c’è di più se si rimane nell’ambito culturale. Da anni le Amministrazioni succedutesi con i rispettivi delegati (assessori) al ramo, non sono stati in grado di far aprire una cassaforte dismessa all’interno della quale vi dovrebbe essere una medaglia d’oro di gr.554, donata alla “Bovio” nel 1982 dai congiunti di Stanislao Fusco, ex Direttore generale e Presidente del Banco di Napoli, nonché cittadino onorario di Trani già dagli anni sessanta. 

Oltre la medaglia elargirono anche la somma di due milioni e mezzo di lire per l’acquisto di arredi.

Fu un atto d’amore e di stima per la “Bovio” (altrettan to non può dirsi per i novelli respossabili della cosa pubblica) che custodiva le memorie tangibili della famiglia Fusco che aveva dato alla storia il patriota e pedagogista, Edoardo, stimato da eminenti personalità del suo tempo, da Mazzini a De Sanctis, da Coppino primo ministro dell’Istruzione Pubblica a Luigi Settembrini, a Massimo d’Azeglio, Garibaldi e tantissimi altri anche stranieri (Victor Hugo) come  documentato dalle centinaia di lettere autografe custodite in biblioteca e donate dalla contessa Ida Grecca del Carretto, vedova di Edoardo Fusco.

A dire il vero, il presidente della commissione toponomastica cittadina, Franco Caffarella, memore dei suoi trascorsi di assessore alla cultura, si è impegnato recentemente a risolvere l’arcano, ma non è dato sapere ancora se vi sia riuscito o stia per farlo.

Bruno Martino cantava; E la chiamano estate / questa estate senzate / ma non sanno che vivo / ricordando sempre te...

Gli stessi versi si adattano a Trani con la differenza che qui  si vive col ricordo non dell’amata  ma della cultura, quella con la “C” maiuscola sopraffatta, come sembra, dai frizzi e lazzi.

Mario Schiralli, giornalista, storico, già direttore della biblioteca "Bovio"

  

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