Tempo e Libertà di Giuseppe Brescia - Giovanni Spadolini: Frammenti di vita di un italiano

A cura di Vittorio Cassinesi Trani, lunedì 28 ottobre 2019

“Oh gran bontà dei cavalieri antiqui !”, recitava Ludovico Ariosto nel suo “Orlando Furioso”. Correva l'anno 1976, quando, il 5 novembre, alla pagina 15 dedicata ai Libri della “Stampa”, Giovanni Spadolini mi dedicava una citazione per la collaborazione al volume “Mazzini e i repubblicani italiani”. Studi in onore di Terenzio Grandi per il suo 92° compleanno ( Torino, Istituto  per la Storia del Risorgimento, 1976, pp. 551-583 ), precisamente nell' articolo “Mazziniani asceti”. E nel 1982, da Presidente del Consiglio dei Ministri, mi insigniva del Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio. - Chi avrebbe mai detto che, più di un quarantennio più tardi, il diritto all'informazione sarebbe stato violato con la diffusione di intenzionali “deep fakes”, ossia falsi messaggi ricostruiti con l'abuso della intelligenza artificiale in orario di massimo ascolto televisivo, sfiorando la lesione d'immagine, il reato di calunnia, la 'disinformacia' staliniana, pregiudicando la credibilità di stampa ! Tornando alla figura e opera del Senatore Giovanni Spadolini, tanto più è lieta l'occasione per segnalare l'importante volume “Giovanni Spadolini. Frammenti di vita di un italiano. 1972-1994”, a cura dell'allievo e prosecutore Cosimo Ceccuti, Direttore della “Nuova Antologia”, elegantemente pubblicato per i tipi della Fondazione Nuova Antologia – Polistampa di Firenze, 2019. A venticinque anni dalla morte , Ceccuti ricostruisce nella “Introduzione” tutte le tappe dell'intensa attività storiografica, letteraria, istituzionale e politica spadoliniana, aprendo come in un ricco ventaglio la Storia della Fondazione Spadolini a Pian de' Giullari, la Vita in una scheda, i momenti della Vita politica italiana, e quelli Sulla Scena internazionale, gli incontri Con i grandi della terra, Nel mondo della cultura, Fra progresso e tradizione ed -infine- Nella Casa dei libri a Pian dei Giullari ( ove nell'ultimo ventennio sono stato più volte invitato per relazionare sulle interpretazioni di Benedetto Croce e Niccolò Machiavelli ). Ceccuti ricorda le tante lauree 'Honoris causa' ricevute nei vari paesi del mondo, l'onestà intellettuale e morale dell'uomo politico, la scupolosa cura nel preparare le lezioni universitarie, stese tutte di persona e capoverso per capoverso. “Abituale la frequentazione e il confronto con gli amici giornalisti, come Eugenio Scalfari e Indro Montanelli; intellettuali, come Norberto Bobbio e Carlo Bo, Leo Valiani e Rosario Romeo, Lucio Colletti e Renzo De Felice, e tanti altri ancora. Sempre fedele alla memoria dei 'suoi maggiori', dei 'maestri e compagni' , cui aveva riservato la sala più grande, con la libreria a pettine, nella 'casa dei libri' a Pian dei Giullari: da Benedetto Croce a Luigi Einaudi, a Piero Gobetti, l'arcangelo di 'Rivoluzione liberale' autentico punto di riferimento della sua vita”. Vengono in mente le parole della lettera di Machiavelli al Vettori del dicemnbre 1513, quando lasciata l'osteria, ove si “ingaglioffiva”, rientrava a casa, vestendo panni regali, e si raccoglieva nel proprio scrittoio, per dialogare con gli uomini antiqui. “Mi pasco di quel cibo che solum è mio, et che io nacqui per lui, e non sento pewr 4 hore di tempo alcuna noia, sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte; tutto mi trasferisco in loro”. Nella vasta iconografia spadoliniana, oltre gli incontri con tutti i grandi della terra ( dal Presidente Reagan a Gorbaciov a Margaret Tatcher, da da Karol Woytila a Lech Valesa a Nelson Mandela e a Dubcek ), segnalo la foto ai campionati di Spagna del 1982 con la squadra vincitrice del titolo di campioni del mondo e il tecnico Bearzot.

Giuseppe Brescia – Società di Storia Patria per la Puglia

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