Tempo e Libertà di di Giuseppe Brescia - Sul paradigma della 'invenzione del nemico

A cura di Vittorio Cassinesi Trani, domenica 9 febbraio 2020

A margine dei Convegni Tra Oriente e Occidente:Istituzioni religiose a Barletta nel Medioevo e L'età dei Normanni: Mito e Ragione, sia consentito esporre alcune sobrie note sull'eccezionale interesse e la novità di apporti storiografici recati da Cosimo Damiano Fonseca, Victor Rivera Margis, Hubert Houben, Fulvio Delle Donne e Pasquale Cordasco. Gli 'Annales breves de Terra Sancta' -in specie- sono un tesoro della Chiesa del Santo Sepolcro. Studiati dal Giovene, Mazzatinti, Koehler e Santeramo, risalgono con ogni probabilità al 1229 (anno della Autoincoronazione di Federico II in Gerusalemme), consentendo la comparazione annalistica di due distinte fonti, a loro volta modellate o esemplate su di un testo anteriore. Ora, queste pagine si concentrano sulle date di conquista ed espugnazione delle città del Mediterraneo e Medio Oriente da parte dei Saraceni, segnando sia lo sgomento sia le vittorie riportate dai Cristiani contro i Turchi sul finire del XII sec. Tali fonti e comparazioni  riportano l'attenzione sul problema della 'invenzione del nemico',testé riproposto, anche riflettendo -invece- sulla tesi 'pirenniana' della 'cesura' determinata dall'invasione islamica nella storia del Mediteraneo (VIII sec. d. Cr.).Si vedano il 'Maometto e Carlomagno' e la 'Storia d'Europa' del belga Henri Pirenne, ripreso da Cinzio Violante e da me ( 'La razzia dell'universo';'Cervantes esemplare contemporaneo Ariosto e l'Italia', 'infonews' del marzo 2017 e Biblioteca 'Bovio' il 6 aprile 2017). I giovani conoscono magari 'Il nome della rosa' e 'Il codice da Vinci'; ma forse non sanno il perché delle 'mura leonine' fatte erigere difensivamente in Vaticano nel Medioevo. Giuseppe Brescia - Società di Storia Patria per la Puglia-Andria

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