Ripresa in Diocesi delle celebrazioni nelle chiese.

Ecco cosa prevede il decreto dell’Arcivescovo

A cura di Vittorio Cassinesi Trani, lunedì 18 maggio 2020

Il decreto di Mons. Leonardo D’Ascenzo, del 14 maggio 2020, ingloba e integra totalmente il Protocollo tra il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Interno riguardante la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo, siglato a firma congiunta in data 7 maggio 2020.

            In sintesi, il documento CEI-Governo prevede: non creare assembramenti nelle sagrestie e sul sagrato; distanza di sicurezza di 1,5 metro; individuazione della capienza massima dell’edificio di culto; la regolamentazione dell’afflusso è garantita da volontari; porte aperte e dedicate distintamente all’uscita e all’ingresso; laddove vi sia grande afflusso, si può ipotizzare un incremento delle celebrazioni delle messe;

indossare mascherina; non accedere al luogo in caso di sintomi influenzali respiratori o con temperatura corporea pari o superiore a 37,5° C; non possono entrare in chiesa coloro che hanno avuto contatti con persone positive al coronavirus nei giorni precedenti; favorire l’accesso alle persone disabili anche in appositi spazi; all’ingresso vi siano liquidi igienizzanti; regolare igienizzazione dei luoghi, degli oggetti e dei vasi sacri; distanziamento anche tra i ministri e partecipanti alla celebrazioni; si alla presenza dell’organista, non a quella del coro; non opportuna la presenza di sussidi per i canti o di altro tipo; le offerte vanno deposte in appositi contenitori; distanziamento e protezione anche nelle celebrazioni diverse da quella eucaristica (Battesimo, Matrimonio, Unzione degli infermi); il sacramento della Penitenza deve avere luogo in spazi aperti  e ampi, nel rispetto della sicurezza e della riservatezza, usando la mascherina; rinviata la celebrazione della Confermazione; adeguata comunicazione ai fini della conoscenza e del rispetto delle norme; possibilità di celebrazioni all’aperto; dispensa dal precetto per motivi di età e salute; favorire le celebrazioni in streaming per coloro che non vi possano partecipare di persona.

            Il decreto dell’Arcivescovo a una valenza applicativa a livello diocesano del Protocollo summenzionato: lo si riporta integralmente:

Riprendono  le celebrazioni  liturgiche con il popolo nelle  parrocchie; laddove l'aula liturgica non  fosse idonea al rispetto delle indicazioni protocollari, il parroco, individuato uno spazio e ottenuta,   laddove   fosse   necessario,  l'apposita   autorizzazione dalle  autorità civili,  comunichi l'intenzione di celebrare ivi la S. Messa al Vicario episcopale di zona, garantendo la distanza di sicurezza  interpersonale e il rispetto della quiete pubblica ed evitando   ogni  assembramento    mediante   adeguato transennamento,   dove necessario.

Colui   che ha la cura  pastorale di una rettoria, d'intesa con  il legale rappresentante della stessa, qualora le due figure  non coincidessero, in armonia   con le celebrazioni parrocchiali,  decida sulla riapertura al culto della chiesa, tenuto conto delle disposizioni sanitarie.

Riprendono  le celebrazioni  eucaristiche presso le cappellanie degli Istituti di vita consacrata a  cui potranno partecipare solo coloro che abitualmente  dimorano  nella casa religiosa.

Non   sono consentite celebrazioni eucaristiche nelle chiese cimiteriali.

Al  fine di una migliore pianificazione dei tempi, le esequie in chiesa sono vietate in giorno  di domenica;  siano celebrate solo nei giorni feriali, possibilmente al mattino.

Le  esequie  sono consentite nelle parrocchie e  secondo la capienza dell'aula liturgica; non è consentita  la sosta del feretro che sarà portato in chiesa nell'imminenza   della celebrazione esequiale;  sono vietati, altresì, i cortei funebri.

E  consentito ai parroci, d'intesa con il Vicario episcopale di zona pastorale, incrementare il numero   delle celebrazioni eucaristiche laddove la necessità pastorale lo richieda in funzione dell'ampiezza  dell'aula liturgica e dell'andamento dell'affluenza.

In   deroga alle disposizioni  diocesane  del 5  dicembre  2001  (prot. n. 363/01), qualora nei giorni feriali siano previste  SS. Messe   di trigesimo o   di anniversario di  defunti in cui è presumibile   un   maggiore    concorso di  popolo,  è concessa    la possibilità di celebrarle  separatamente dalla  S. Messa  di orario.

È concessa  la realizzazione di momenti    di preghiera in chiesa (liturgia delle ore, adorazione eucaristica, rosario, ecc...)  sempre  nel rispetto delle normative  di   sicurezza previste dal protocollo   e in un tempo ragionevolmente  circoscritto.

Non  è consentita la  realizzazione della veglia di Pentecoste,  delle processioni eucaristiche del   Corpus Domini e di ogni  forma di pietà popolare  che comporti    assembramento.

Sono   ancora sospese  tutte  le attività ordinarie di catechesi,  gli incontri formativi e le manifestazioni  a carattere culturale che  comportano  assembramento    in chiesa e nei locali  parrocchiali, nonché i campi  scuola, i grest estivi e i pellegrinaggi.

E  consentita   l'amministrazione di   un solo Battesimo alla   volta secondo  il Rito  per il Battesimo  di un solo  bambino;  il celebrante utilizzi durante il rito guanti monouso; al rito dell'Effatà, pronunci  la formula prevista, tralasciando il gesto.

Le celebrazioni  delle   Prime Confessioni,  delle Prime   Comunioni   e delle Cresime  sono rinviate a data da destinarsi in attesa di nove disposizioni. È possibile visitare gli ammalati  recando loro il conforto dei  sacramenti,  previo  consenso esplicito degli interessati o dei loro familiari.

Si precisa che nel Protocollo, al fine della riapertura al popolo  dei  luoghi di culto, non è richiesta la sanificazione,  ma la sola puntuale  e meticolosa  igienizzazione  da effettuare al lenitine  termine di ogni  celebrazione  (cf allegato dell'Ufficio  Diocesano   Beni  Culturali dell’11 maggio  2020, prot. n  4141/BB.CC./2020).

Le indicazioni essenziali previste dal  protocollo da  esporre al pubblico agli ingressi delle  chiese  saranno  predisposte    secondo un   modello  unico    comune all'intera Arcidiocesi e  fornito dalla Curia.

    Si invita alla corretta ed integrale applicazione delle norme del Protocollo e delle. Disposizioni diocesane per garantire la sicurezza sanitaria nei luoghi di culto nel rispetto dei fedeli.

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