Benedetto Ronchi a trent’anni della sua scomparsa in un ricordo di Mario Schiralli

A cura di Vittorio Cassinesi Trani, martedì 19 maggio 2020

CONTRIBUTO AL MIO MAESTRO, NEL TRENTENNALE DELLA SUA SCOMPARSA.

Io lo ricordo così.

Trent’anni fa, il 19 maggio 1990, un male crudele e inesorabile sottrasse alla sua famiglia e al mondo della cultura tranese il Dott. Benedetto Ronchi, Direttore della Biblioteca “G. Bovio” prima e del Museo Diocesano, poi.
A trent’anni di distanza il suo ricordo è ancora vivo in me che ho avuto il privilegio non solo di condividere con lui quattordici anni di lavoro, prima di succedergli alla guida della “Bovio”, ma di acquisire, grazie ai suoi insegnamenti, la passione per gli studi trasmessami attraverso il suo sapere sul patrimonio artistico-storico-culturale della sua Trani, frutto di anni di studio condotti con scrupolosa meticolosità.
Benedetto Ronchi è stato per me un Amico ed un Maestro. Da lui ho imparato anche e soprattutto a nutrire il massimo rispetto verso gli studiosi, verso coloro che, come lui, non si sono mai fermati alla prima citazione.
L’esperienza per me più gratificante, a parte quella di lavorare al suo fianco (per me è stato e sarà sempre il “dottor Ronchi”, per un senso di deferente rispetto verso la sua persona) è stata quella di poter redigere con lui il volume “Ottant’anni di storia dell’Amet”. Oltre al grande privilegio di poter apporre la mia firma accanto alla sua, ho potuto dimostrargli, con non celato orgoglio, ricevendo in cambio il suo plauso, di aver saputo fare tesoro dei suoi preziosi insegnamenti.
Qualche mese prima di essere strappato all’affetto dei suoi cari e al mondo della cultura tranese, del quale ancora oggi costituisce un preciso punto di riferimento, Benedetto Ronchi aveva maturato il proposito di compendiare tutti il suo sapere sul patrimonio artistico-storico-culturale in una “Guida di Trani”.
I suoi appunti, una decina di cartelle in tutto, scritte a mano di getto, così come era sua abitudine, ma con consolidata precisione, senza mai una cancellatura, mi furono affidati, dopo la sua scomparsa, da suo figlio Franco, amico fraterno, affinché completassi il lavoro di suo padre.
Feci tesoro di quelle carte che trascrissi integralmente nelle pagine iniziali di una mia pubblicazione, insieme a due brevi suoi contributi sull’Accademia dei Pellegrini e sulle tradizioni giudiziarie di Trani.
Non mi stancherò mai di ringraziare Franco e sua sorella Annamaria per la loro attestazione di stima nei miei confronti anche perché il lavoro portato a termine da me ha inteso rendere omaggio a Benedetto Ronchi, l’illustre studioso e Maestro, che da par suo, ha saputo restituire a Trani quella dignità conferitale dalla storia e dall’arte, meritandosi a pieno tutolo un posto tra i Grandi di sempre di questa città.
La triste ricorrenza della scomparsa di Benedetto Ronchi mi offre lo spunto per ricordare un aneddoto che lo vide facile profeta. Ronchi, indicando ad una giovanissima lettrice da un balcone della biblioteca “Bovio” la sottostante piazza Longobardi, allora adibita a luogo di mercato, le disse: “tieni bene a mente: questo è il cuore pulsante di Trani. Se finisce, Trani muore”.
E così è stato: anni dopo, quando, per volontà della amministrazione in carica, la “piazza del pesce”, è stata in pratica cancellata, Trani ne ha risentito, come aveva previsto l’illustre studioso.
Grandi capitali e città meno note hanno mantenuto intatte, ammodernandole con il passare del tempo, le antiche strutture mercatali in pieno centro. Londra, Barcellona, Valencia, Parigi su tutte ne hanno fatto polo di attrazione per i turisti oltre che centro pulsante della vita cittadina. Trani potrebbe riavere proprio in piazza Longobardi il suo mercato. Non solo perché si sta ancora cercando un luogo ove ubicarlo. Ma soprattutto per non tradire la storia e l’operato dei nostri antenati che le decisioni le prendevano in maniera ponderata, tant’è che ci hanno consegnato una città tra le più belle della Puglia.
Ne gioverebbe quella piazza, ma soprattutto l’economia di tutta la zona che ora langue tristemente.

Dott. Mario Schiralli giornalista storico e già direttore della bioblioteca G. Bovio di Trani 

Nella foto di Sandro Loprete una significativa istantanea di B.Ronchi nel centro storico di Trani del quale conosceva ogni aspetto.

 

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