Ossessionato dal fumo passivo costretto a respirare sul luogo di lavoro, inscena una singolare protesta: visto che i suoi superiori non avrebbero mai preso in esame le sue lamentele, giustissime perchè previste dalla legge, si dirige a piedi, da Trani a Bari, per parlare direttamente con il capo del personale della sua azienda.
Protagonista della vicenda è Michele de Lucia, dipendente dell'acquedotto pugliese della sezione di Trani.
E così questa mattina armato di una cartelletta contenente i dati da lui raccolti, è partito a piedi dalla sede di Via Mosè da Trani, sede dell'acquedotto locale, verso la sede principale di Bari in via Cognetti per esporre la sua denuncia.
Prima di partire, a detta di de Lucia, si sarebbe recato a donare sangue all'ospedale di Trani, ed avrebbe segnalato la sua marcia di protesta ai Carabinieri ed alla Polizia di Stato.
La sua, in pratica, sarebbe una denuncia di mobbing sul posto di lavoro, ma anche di stalking perchè, pare, che da quando ha incominciato a protestare, qualcuno lo avrebbe "perseguitato" per farlo tacere.
"Nel caso, - da quanto ci è stato riferito dallo stesso de Lucia prima di partire -, la sua protesta esposta ai vertici dell'ente non dovesse portare a nulla, non si fermerà, ma andrà oltre secondo quanto la legge prevede contro lo stalking e il mobbing.