Massimo Pillera denuncia:"Sono stato sempre pagato in nero con la promessa che alla rielezione nel 2008 sarei stato messo in regola e invece nulla". Una grana per due deputati ex Idv
Secondo il suo ex portavoce factotum, Massimo Pillera, il deputato eletto nel collegio svizzero degli italiani all’estero, lo avrebbe tenuto dal 2006 al 2008 in nero, senza nessun contratto, pagandolo solo attraverso dei rimborsi spesa. “Ho buttato due anni della mia vita – dichiara Pillera – ho girato in lungo e in largo con Razzi, ho lavorato anche sette giorni su sette sempre con la promessa che nel 2008, dopo la sua rielezione nel partito di Di Pietro, sarebbe arrivato anche il contratto regolare. E invece – spiega – una volta rieletto, mi ha liquidato con queste parole: “Sai Massimo, ora siamo all’opposizione, meno discorsi da preparare, meno proposte di legge, meno lavoro per tutti”.
Pillera racconta di aver fatto di tutto “facevo il ghostwriter per i suoi discorsi in pubblico, preparavo le interrogazioni parlamentari, le proposte di legge da presentare, seguivo i lavori delle commissioni e della Camera, dovevo persino informarmi con anticipo, grazie ai miei buoni uffici nelle segreterie, su che tipo di risposte avrebbero dato i ministri nei question time alle sue interrogazioni, in modo che lui avesse sempre pronta per fare bella figura una controreplica. Se – aggiunge – non riuscivo ad avere le anticipazioni, inviavo a lui degli sms con delle frasi di circostanza che potevano sempre andar bene”.
C’è ancora Pillera dietro il documentario di 45 minuti dal titolo: Razzi, l’onorevole operaio, presentato con l’ex leader di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti, a Montecitorio. L’ex portaborse, che oggi fa il giornalista a Trani, chiede un risarcimento di circa 100 mila euro. “Mi pagava in contanti, ma erano solo rimborsi spese e per di più ogni due mesi, il bello è che fu lui a cercarmi, perché aveva un forte bisogno di un assistente che conoscesse bene anche il territorio svizzero e – continua Pillera – chi meglio di me, visto che avevo lavorato per anni con la tv svizzera ed ero considerato molto bene da diversi deputati del centrosinistra”.
Secondo quanto sostiene il giornalista, Razzi ancora oggi lavorerebbe sul materiale elaborato da lui. “Una parte delle proposte di legge che ha presentato in questa legislatura – racconta – sono le stesse che io avevo elaborato per lui nella precedente”. Sentito dal Fatto Quotidiano, l’onorevole Razzi replica così: “Non mi risulta che fosse in nero Pillera, ma non ricordo la natura del contratto, in questo momento però sono all’estero e non ho tempo per rispondere, arrivederci”.